Tuesday, March 16, 2010

Poptropica Counterfeit Island Stuck

The History of Love This is also Asso


Salutammo gli intervenuti, paganti felici e mai scontenti, giunti da ogni dove per poter assistere al numero più grande, quello del cerchio della morte, una distanza da percorrere a velocità costante sfidando ogni legge di gravità. Io ero vicino a lui che guidava la vecchia cadillac sgangherata...

- Prima o poi dovrà succedere - diceva Asso quando qualcuno gli sottolineava il potenziale rischio di morire. Poi si leccava il labbro superiore e con la mano sfiorava la vecchia cicatrice che dalla fronte correva giù, fino all'inizio del collo, segno di un incidente tremendo occorsogli non durante una manifestazione sportiva, ma in un giorno di vacanza nel più classico degli impegni familiari. - Una volta vicini alla morte - diceva lui - non si ha più alcun timore. E' soltanto questione di abitudine. -
In quell'incidente aveva perso tutto. Moglie, figlia, lume della ragione e qualche anno. Ci aveva guadagnato una cicatrice da farsi carezzare da Lula, vecchia puttana di Coney, e un paio di contratti per il circo delle macchine.
Ricordo ancora come iniziò il tutto. Ero un suo spettatore. Un giorno, finito lo spettacolo, mentre ripartivo sentii bussare al vetro del mio catorcio. Tirai giù il finestrino. Il freddo della sera mi investii come uno schiaffo in pieno viso. Coperta dall'ombra una figura si fece avanti.
-Hai da accendere? - chiese mimando il gesto dell'accendino.
-Non fumo- risposi.
-Ahi ahi, un altro fottuto salutista- ribatté sicuro. Al che fece due passi avanti mostrando un mento imponente e pronunciato alla luce tremula di un lampione. La cicatrice risplendeva nella notte. Gli occhi colorati di furente vigore. Fiamme, aveva fiamme nelle pupille. Bruciava come tizzoni ardenti dentro un camino. - Hai mai pensato davvero di poter rischiare qualcosa? Sei mai stato davvero vivo? - Chiese infuocando la sigaretta con un accendino tirato fuori dalla tasca destra della giacca.
- Non capisco cosa vuoi dire - dissi confuso.
- Vuoi correre? Ti va di rischiare di essere vivo? Ti va di dimostrare qualcosa? Hai il viso di chi non ha niente da perdere e tutto da guadagnare, hai gli occhi di un temporale che conosco - disse sputando il fumo all'interno dell'abitacolo. Feci sì due volte con la testa.
Due giorni dopo salutammo gli invitati, paganti felici e mai scontenti, giunti da ogni dove per poter assistere al numero più grande, quello del cerchio della morte, una distanza da percorrere a velocità costante sfidando ogni legge di gravità. Io ero vicino a lui, lato passeggero, della sua vecchia Cadillac sgangherata.
Fu alla fine dell'ultimo giro che successe tutto. Fu proprio lì che disse: - Avevo bisogno di testimoni, avevo bisogno di qualcuno che potesse raccontare la mia storia - e terminato il giro d'onore con una scheggia di vetro si tagliò via le vene dei polsi. Non ebbi il tempo di say a word because there was a moment in the crash. The car crumpled upon us. A few seconds of agony and two powerful hands pulled me out ...

When a few days later I awoke I was in a hospital bed. I got in trouble for refusing to go to the bathroom very pernicious use of the "parrot". Before me is parried my reflection in the mirror. I had a scar on his face that I tore the skin left eye corner of his mouth. My eyes were fire, the chin. My face had changed expression. But it was me, Ace, ready for another circus. For another round of death.

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